8 Feb 10 hr

L'INTERVISTA A LELLA CURIEL

una delle fondatrici del Made in Italy

«ANNA WINTOUR chi? Quella che nella “notte della moda” di settembre a New York vendeva magliette con gli autografi da Macy’s facendo la commessa?». L’humour di Lella Curiel - una delle fondatrici del nostro made in Italy - è feroce contro il celebre direttore di Vogue America, «colpevole» di mandare all’aria ogni anno il calendario della presentazioni milanesi danneggiando gli stilisti italiani. L’ha fatto anche in questi giorni, comunicando che non si sarebbe fermata a Milano più di tre giorni. Che gli stilisti si adeguassero. «Proviamo ad esaminare un po’ il problema - prosegue la Curiel - bisogna dare atto che queste donne subiscono dai primi di gennaio alla fine di marzo un vero tour de force. Sono sempre via da casa, ora per le sfilate di Londra, poi New York, Milano, Parigi e per mille altri appuntamenti. Cercare di stare via meno tempo è spesso una questione di soldi e di fatica».
È vero, ma se provassimo a tagliare Parigi invece che Milano?
«La domanda la faccio io: i giornali italiani dedicano paginoni all’Alta Moda parigina nelle cronache nazionali e per quella italiana che si tiene a Roma, invece, non si scomodano o la relegano nelle pagine minori. Ora è vero che l’Alta Moda romana è un liceo rispetto a quella francese, ma è possibile non vedere neanche una riga?».
Una visione provinciale della moda?
«No, non intendevo questo. La verità è che noi non ci vogliamo bene e che quello che la Wintour fa non è accettabile da Milano che reagisce, però, in modo molto differente da Parigi e le sta dietro. La Wintour fatica a stare fuori da casa sua due mesi e a fare Londra, New York, Milano e Parigi? Veda lei. Non so cosa dire, invece, circa il calendario stravolto. Ma non capisco perché il Made in Italy deve contare meno dei francesi. Vende molto di più».

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