5 Feb 10 hr

Made in Italy: calzature, tenta il riscatto in Usa

Mantiene una dinamica fortemente negativa l'import di scarpe italiane in Usa. Ma la tendenza al ribasso si è attenuata a fine 2009, prefigurando in chiusura d'anno il superamento del punto minimo del ciclo.
Lo rivela Trend Calzaturiero sulla base dei dati del dipartimento del Commercio americano, che nel cumulato dei primi 11 mesi del 2009 segnalano una contrazione del 33% sia a volume che in termini monetari.
Nel periodo compreso tra gennaio e novembre - riporta l'analisi del sito web specializzato nell'informazione economica sul settore calzaturiero - hanno varcato le dogane statunitensi circa 12,6 milioni di paia di scarpe made in Italy, contro 18,8 milioni dello stesso periodo del 2008. Il corrispettivo monetario è sceso invece a 695 milioni di dollari, da oltre un miliardo del gennaio-novembre 2008.
Da rilevare che il confronto tra il dato secco di ottobre e quello dello stesso mese del 2008 restituisce una flessione di appena lo 0,2% in termini di flussi reali e addirittura una crescita, seppure contenuta in un frazionale +0,5%, del corrispettivo valutario.
In generale - prosegue la nota - le importazioni Usa di calzature hanno subito, nel cumulato degli 11 mesi, una contrazione del 9,5%, a 1,9 miliardi di paia, con forti penalizzazioni anche per la Cina che ha ceduto il 10% a distanza di un anno (da 1,8 a 1,6 miliardi di paia).
Cresce al contrario l'import a stelle e strisce da Vietnam e Indonesia a tassi, rispettivamente, del 12 e dell'8 per cento.
La spesa per le importazioni si è ridotta, complessivamente, a 16 miliardi di dollari (-10%). Un risparmio - conclude Trend Calzaturiero - che ha permesso agli Usa di alleggerire il disavanzo dei conti con l'estero del settore, portando il saldo negativo a 15,6 miliardi di dollari, dai 17,3 miliardi di un anno prima.